Il petrolio in Italia

In Italia i pozzi di petrolio e di gas sono piccoli, molto frammentati e spesso localizzati a grande profondità, quindi con costi per l’estrazione in proporzione. I giacimenti italiani spesso sono anche “offshore”, altro elemento che ha reso difficile sia la loro identificazione che il loro sfruttamento.
A livello mondiale i primi pozzi di petrolio furono sfruttati verso la metà dell’800 negli Stati Uniti, in Pennsylvania, e nella zona del Mar Caspio, dove la geologia assai più lineare ha agevolato l’identificazione e lo sfruttamento delle risorse.
Diverse le tempistiche per l’Italia, in cui è stato necessario attendere fino al 1944 per la prima scoperta commerciale di gas; in particolare, a Caviaga, in Lombardia. Il primo pozzo commerciale di petrolio italiano fu scoperto a Ragusa, in Sicilia, ancora più tardi, nel 1953; al suo interno, circa un milione di barili di petrolio.
A partire dagli anni ’70 sono stati individuati altri giacimenti petroliferi Mesozoici, un diverse regioni d’Italia, nelle Alpi del sud-ovest, nell’appennino meridionale, nelle Alpi orientali, in Toscana e in Sicilia. Tutti giacimenti di modesta importanza.
Il massimo delle scoperte di petrolio si è avuto verso l’inizio degli anni ’80, mentre la produzione sembra aver raggiunto il suo massimo verso l’inizio del ventunesimo secolo. Data la frammentazione dei pozzi, non sono da escludersi ulteriori scoperte, ma sembra più probabile che il ciclo del petrolio Italiano si sia ormai sostanzialmente concluso e che la produzione sia destinata a declinare nel futuro.
I giacimenti di petrolio più importanti in Italia si trovano in Sicilia e nel suo immediato offshore, in particolare il giacimento di Ragusa (1500 metri di profondità) o quello di Gela (scoperto nel 1956, ha caratteristiche simili a quello di Ragusa e si trova a 3500 metri di profondità) e quello di Gagliano Castelferrato (scoperto nel 1960, produce gas ed è situato a circa 2000 metri di profondità).
Oltre a questi vi sono anche altri giacimenti nella parte orientale dell’isola come in quella occidentale. Vi sono poi, tra i più importanti, quelli dalla Val d’Agri, in Basilicata, e quello di Porto Orsini nell’Adriatico ravennate.