Andamento del petrolio nel 2014

Il prezzo del petrolio nel 2014 ha avuto un andamento univoco, deciso, verso il basso, come non si vedeva da tempo. Un dimezzamento nel corso di un anno, anzi, in pochi mesi, da Luglio 2014 a Dicembre.

Infatti a Gennaio, a inizio anno, il petrolio quotava attorno ai 100 dollari al barile, ed è rimasto attorno a quei valori per circa sei mesi, fino a Giugno. E’ a Luglio 2014 che è partito un ribasso che nel corso dei mesi si è rivelato essere un vero e proprio tracollo, che ha condotto il prezzo del petrolio a fine Dicembre a quotare attorno ai 50 dollari al barile.
In 6 mesi Ë passato da 100 dollari a 50 dollari, ai minimi da 5 anni.

Le ragioni sono tante o poche, ad ogni modo difficili da individuare, in tempi in cui molte previsioni anche autorevoli vengono puntualmente sbagliate, e in tempi in cui le relazioni tra cause ed effetti non sono più così automatiche.

Pensiamo alla guerra in Ucraina, alle tensioni geopolitiche che sono molto vive in zone del pianeta in cui il petrolio è una risorsa primaria: in altri tempi sarebbe bastato molto meno per fare schizzare verso l’alto il prezzo del petrolio. Oggi non è così, e non può bastare la crisi economica a spiegare il tonfo del petrolio nel 2014. La crisi è cominciata anni fa, ma il petrolio rimase ben saldo su certi valori. Forse, ma non siamo esperti, il crollo del petrolio può essere associabile alla geopolitica, ma in un senso diverso: a chi fa male il crollo del petrolio? Quali Paesi ne risentono maggiormente? Forse la ragione dell’andamento del petrolio nel 2014 risiede nella risposta a questa domanda.

Ora siamo nei primi mesi del 2015, e la tendenza al ribasso continua; per la cronaca, abbiamo sfondato quota 43 dollari al barile. Ecco la quotazione in tempo reale.

Comments are closed.